Un'occhiata a Guia

Guia è un piccolo paese adagiato sulle colline pedemontane orlate di boschi e segnate, quasi ricamate, dal fantasioso, incessante ricorrersi dei filari. La protezione benefica dei colli dalle correnti fredde del Nord dona alla frazione un clima particolarmente temperato e mite, che unito alla beltà e alla dolcezza di un paesaggio, di un habitat non ancora soffocato, contribuisce a creare un'incantevole cornice ambientale.

Le particolari caratteristiche climatiche e geologiche della zona hanno propiziato sin dai tempi più lontani la coltivazione della vite, e la produzione del vino che rappresenta la grande risorsa di Guia, il prodotto che |'ha fatta crescere ed apprezzare. Non a caso già i romani, che certo se ne intendevano, lodavano accanto ai pregi del clima, i pregi del vino prodotto nel nostro territorio. Da allora la civiltà contadina ha affinato costantemente lungo i ritmi eterni della storia le tecniche di coltivazione e di vinificazione di un vitigno particolare, il Prosecco, che qui ha trovato il proprio terreno di elezione, un ambiente unico ed ideale, che la tutela D.O.C. ha provveduto a difendere sin dall'aprile 1969.

Dai grappoli di Prosecco di media grandezza e a forma piramidale, dagli acini di color gialla dorato, dalla polpa consistente, succosa e dal sapore dolce, i coltivatari del paese sanno ricavare con rara maestria ed indiscussa abilità tre tipi di vino prosecco: Tranquillo, Frizzante e Spumante in grado di soddisfare i palati più esigenti ed i gusti più diversi. Il sapore squisito, armonico, gentile, con fondo amaragnolo fruttato, il colore paglierino ed il ricco profumo rendono il Prosecco un vino inconfondibile, rinomato e molto apprezzato sia dagli esperti che dal degustatore improvvisato.

 

 

I monumenti più significativi: la Chiesa parrocchiale di S. Giacomo (attribuita al Canova) edificata nel 1520, venne ristrutturata negli anni Venti, l’oratorio di Sant’Antonio da Padova, costruito nel 1694 e riedificato nel 1881, l’oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, eretto come ex-voto per la guarigione dalla peste dal rettore Alessio di Albania, ed il Monumento ai caduti della I° Guerra Mondiale.