Origini della manifestazione

Correvano gli anni '60, Guia stava lentamente ridimensionando il triste movimento emigratorio. La valigia veniva riposta negli armadi, la generosa terra mandava lusinghe, invogliava a rinnovare gli strumenti di lavoro; apparirono cosi, sempre più, macchine motrici che rendevano meno stressante il lavoro e incrementavano sensibilmente la produzione. Occorreva però un qualcosa che aiutasse gli imprenditori agricoli a far conoscere e a valorizzare il loro prodotto vinicolo che era a quel tempo la fonte primaria di sostentamento.

 


E cosi una sera d'autunno in una osteria dove rimbombava il tradizionale "gioco della morra", dove saliva il fumo dal paiolo delle caldarroste ,dove dai mastelli e dai torci inebriavano gli invitanti vapori, un ristretto numero di persone Ianciarono I' idea di istituire una "Mostra del Prosecco dei Colli di Guia".


La rassegna, manifestazione laica, doveva coniugarsi con una manifestazione religiosa e cosi la sua prima edizione ebbe luogo nel mese di luglio in concomitanza con la festa patronale di S.Giacomo. Fu un vero successo. Validi professionisti (ricordiamo fra i tanti il prof. Cosmo, il prof. Bordignon, il dott. Pasqualetto, I'enot. Berton e il sig. Giotto) affiancarono i promotori e distribuirono preziosi consigli ai produttori espositori. I fiaschetti gialli furono richiesti in notevole quantità dai turisti pendolari e ben presto gli scaffali, costruiti dagli stessi espositori con il vetusto legno dei castagni del vicino bosco del Madean, si svuotarono.

Col ripetersi della manifestazione negli anni il giudizio degli enotecnici migliorò: il prodotto esposto appariva ogni volta meno tannico e sempre più profumato e fruttato. II fiaschetto cedette il passo all' elegante bottiglia, i semplici bicchieri, i "goti", fecero spazio agli affusolati calici. Succesivamente la Pro Loco anticipò la manifestazione nel periodo di marzo-aprile perché si sà che è proprio nella stagione primaverile che il vino Prosecco esplica le sue massime caratteristiche organolettiche; la rimase resta comunque continua e incessante.


Gli anni passarono e nelle cantine accanto alle vecchie botti di rovere e di castagno, anche grazie all' arricchimento economico, apparirono serbatoi in acciaio inossidabile; diraspa-pigiatrici; presse pneumatiche e filtri.

Tutto ciò fù la chiara conferma dell'affermazione nel mercato del biondo Prosecco dei Colli di Guia.